L’associazione LIBERA Lecco, la Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Lecco hanno promosso il bando in ricordo di Paolo Cereda: “Libera il bene: dal bene confiscato al bene comune”.

Il bando ha visto i partecipanti impegnati nella realizzazione di elaborati grafico/artistici inerenti al riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, alle esperienze più significative del territorio lecchese e al valore della battaglia per la legalità condotta da Paolo Cereda, scomparso prematuramente. Ventiquattro le classi che hanno aderito al bando, appartenenti alle scuole secondarie di 1° e di 2° grado di Lecco e provincia. Solo cinque i premi assegnati tra cui, per un soffio, non sono rientrate le classi 2A e 2B della scuola secondaria “K. Wojtyla”. L’associazione LIBERA ha molto apprezzato il lavoro presentato dai nostri alunni riconoscendo, nelle idee che sono state presentate, grande impegno, approfondimento e creatività.
Tutti i lavori artistici verranno esposti nel mese di luglio a Galbiate, presso il Centro Le Querce di Mamre, in occasione del progetto Me.Mo – Memorie in Movimento, il percorso multimediale che racconta la storia del bene confiscato di Galbiate, oggi sede del Centro Diurno per anziani.

Alcuni degli elaborati grafici dei ragazziGli elaborati artistici sono stati progettati e realizzati dagli alunni durante le attività laboratoriali di tecnologia, sotto la guida della docente Nadia Ferrari.
I ragazzi delle rispettive classi hanno affrontato con grandissimo impegno e coinvolgimento emotivo il tema del riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, rivisitato negli elaborati artistici prodotti in modo creativo e personale.

La presenza di una LIM in classe, con connessione a Internet, ha permesso agli alunni di effettuare, in tempo reale, molteplici attività utili alla comprensione della tematica da sviluppare: visione di brevi video, selezione di immagini, ricerca di articoli e numeri riguardanti le mafie. Dopo una prima fase di analisi collettiva della documentazione raccolta, si è passati alla stesura delle bozze e successivamente, per gruppi, alla realizzazione dei disegni esecutivi. I momenti di sconforto non sono mancati, il lavoro ha richiesto notevole impegno, ma la sfida innescata dalla partecipazione al bando e il desiderio di poter contribuire con il premio alle casse scolastiche, sono serviti a motivare gli alunni. I lavori nati dalla cooperazione di classe sono di notevole qualità grafica, i ragazzi sono riusciti a interiorizzare e interpretare simbolicamente, in modo creativo, la lotta contro la mafia e l’apporto di Paolo Cereda.

I lavori dei ragazzi
LIBERA IL BENE – DAL BENE CONFISCATO AL BENE COMUNE

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L’ambiente classe, durante le attività laboratoriali è stato pensato come “spazio d’azione” creato per sostenere/stimolare le relazioni, gli scambi e la ricerca collaborativa. I banchi sono stati disposti a gruppi di quattro per permettere agli alunni di lavorare in modo cooperativo. L’aula così “modificata” si è configurata come laboratorio attivo di ricerca.

La partecipazione al bando è stato l’innesco per dare l’avvio a un progetto interdisciplinare formativo con la prof. ssa Anna Bosisio, coordinatrice della classe 2A, che ha approfondito i temi della legalità e dell’omertà e con la docente di lingua inglese, prof. ssa Gabriella Multinu, che ha realizzato una lezione CLIL sul bullismo.

Il percorso didattico è servito per favorire negli studenti l’acquisizione delle competenze di cittadinanza attiva, indispensabili per poter esercitare i propri diritti nel mondo contemporaneo.

Queste le finalità del progetto:

  • Sviluppare le capacità di collaborare, comunicare, dialogare
  • Sensibilizzare gli alunni sui temi della legalità nella scuola e fuori dalla scuola
  • Sviluppare il senso critico per scoprire di conseguenza i percorsi nascosti dell’illegalità
  • Sviluppare competenze comunicative ed espressive

Durante il progetto è stato fatto un incontro per classi parallele con Francesco Moiraghi, fondatore di Wikimafia: si tratta della prima enciclopedia libera sulle mafie nonché di un’associazione, entrata a far parte di Libera a partire dal 2017, costituita allo scopo di promuovere la conoscenza del fenomeno mafioso e valorizzare le esperienze di chi dedica la sua vita alla lotta contro di esso. Francesco ha parlato ai ragazzi del Codice penale italiano, in particolare dell’Articolo 416 bis, spiegando con parole semplici, ma molto efficaci, il significato di termini come associazione di stampo mafioso, forza di intimidazione, vincolo associativo, condizione di assoggettamento e omertà.

I ragazzi incontrano Francesco Moiraghi

Il messaggio trasmesso ai ragazzi non è stato soltanto sui temi della criminalità organizzata, ma anche rivolto alle buone pratiche di cittadinanza che si possono attuare nella dimensione quotidiana, per esempio all’interno della scuola tra compagni; si è inoltre riflettuto su come il valore della legalità impone ad ognuno di apportare il proprio contributo, nel rispetto dei diritti ma anche dei doveri che la Costituzione riconosce ad ognuno di noi in quanto cittadini.